
Le Denominazioni di Origine Controllata, meglio conosciute con l’acronimo DOC, sono denominazioni utilizzate in enologia per indicare e certificare un vino di qualità le cui caratteristiche sono attribuibili alle peculiarità della zona di produzione, ad esempio la natura dei terreni, il vitigno, la sua particolare esposizione e ai particolari metodi di produzione utilizzati (sistemi di agricoltura, potatura, vinificazione ed invecchiamento del vino). Solitamente rientrano in questa certificazione vini prodotti in zone di piccole o medie dimensioni.
La Denominazione di Origine Controllata rappresenta un valore aggiunto per l’economia italiana. Attraverso tale etichetta è possibile proteggere ed esportare prodotti nazionali all’estero. In Italia, attualmente ci sono oltre 300 vini con classificazione Denominazione di Origine Controllata (341 per la precisione) ed il Piemonte è la regione che ne conta il maggior numero, ovvero 44.
Tra le Denominazioni di Origine Controllata piemontesi più famose troviamo per citarne alcuni il Barbera, il Nebbiolo e il Dolcetto d’Alba DOC, il Grignolino d’Asti DOC e il Freisa di Chieri DOC, ma ce ne sono molti altri, anche meno conosciuti, con caratteristiche organolettiche uniche, che derivano proprio dalla singolare combinazione di clima, territorio e coltivazione che caratterizzano le diverse aree del Piemonte.