Storia

Il carciofo è parente stretto del cardo. Da questa stretta parentela nasce infatti confusione riguardo le sue origini.Gli antichi romani, per esempio, mangiavano i cardi e li coltivavano, fino ad arrivare alla coltivazione di una qualità con un grosso capolino, cioè i carciofi propriamente detti. Se ne sono poi perse le tracce , fino al Medioevo, in cui i carciofi sono entrati ufficialmente nei testi di cucina. Da allora in poi sono rimasti una presenza costante e molto apprezzata.

Caratteristiche

Il carciofo è un’infiorescenza a capolino, per di più di colore verde tendente al grigio cenere: da qui il nome latino di cynara. La presenza di spine sul capolino differenzia i diversi tipi di carciofo: tra quelli spinosi ricordiamo e i violetti, tra quelli non spinosi, invece , i più conosciuti sono le cosiddette “mammole”, sempre di colore verde.

Le foglie del carciofo all’esterno sono dure, diventano via via più morbide verso l’interno. Ed è per questo che del carciofo si utilizza meno della metà del peso originario.

Conservazione

Al momento dell’acquisto è necessario verificarne la freschezza: devono essere ben sodi, senza macchie.

Interi possono essere conservati in frigorifero per 2/3 giorni, ma è preferibile tenerli immersi in un contenitore con un pò d’acqua, come un mazzo di fiori.

Se già puliti dalle foglie esterne edal gambo e se ben asciutti, all’interno di un contenitore ermetico possono essere conservati in frigorifero anche per 5/6 giorni.

Periodo

Dal tardo autuno a fine primavera

Proprietà

Sono ricchi di fibre e sali minerali. Fra questi ultimi ricordiamo il calcio, il fosforo e il potassio. E’ scarso invece l’apporto vitaminico: contengono infatti solo un pò di vitamina A e vitamina C.

Benefici

I principi attivi sono maggiormente concentrati nelle foglie e nel gambo, ma anche nei fiori immaturi. Il carciofo agisce soprattutto sul fegato e sui reni migliorando la loro funzionalità ed ottenendo quindi una depurazione del sangue, un abbassamento del colesterolo e l’eliminazione dell’urea e degli acidi urici.

E’ facilmente digeribile ed è a basso contenuto calorico.

Il carciofo , se cotto però, perde quasi totalmente le sue proprietà benefiche: andrebbe quindi consumato preferibilmente crudo.