Spreco Alimentare: Agenda 2030

L’Agenda 2030 è un programma globale adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite nel settembre 2015, che definisce obiettivi e traguardi per uno sviluppo sostenibile a
livello mondiale entro l’anno 2030. Il suo scopo principale è combattere la povertà,
proteggere il pianeta e garantire prosperità per tutti, cercando di coniugare crescita
economica, inclusione sociale e sostenibilità ambientale.

Il cuore dell’Agenda 2030 sono i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che comprendono:
1. Sconfiggere la povertà
2. Sconfiggere la fame
3. Salute e benessere
4. Istruzione di qualità
5. Parità di genere
6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari
7. Energia pulita e accessibile
8. Lavoro dignitoso e crescita economica
9. Industria, innovazione e infrastrutture
10. Ridurre le disuguaglianze
11. Città e comunità sostenibili
12. Consumo e produzione responsabili
13. Lotta contro il cambiamento climatico
14. Vita sott’acqua
15. Vita sulla Terra
16. Pace, giustizia e istituzioni solide
17. Partnership per gli obiettivi
In pratica, l’Agenda 2030 è una guida comune per governi, imprese, organizzazioni e
cittadini, che mira a costruire un futuro più equo e sostenibile.

Lo spreco alimentare agenda 2030
L’Agenda 2030 affronta lo spreco alimentare principalmente nell’ambito di alcuni Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare:
  • Obiettivo 2 Fame zero:
    Mira a garantire cibo sufficiente, nutriente e accessibile a tutti.
    Prevede di ridurre della metà lo spreco alimentare pro capite a livello globale entro il 2030 sia nelle famiglie sia nella catena di produzione e distribuzione.
  • Obiettivo 12 Consumo e produzione responsabili:
    Promuove modelli di consumo sostenibili.
    Include target specifici sul ridurre gli sprechi alimentari lungo l’intera catena di
    approvvigionamento, dalla produzione alla distribuzione fino ai consumatori finali.

In pratica, l’Agenda 2030 riconosce che ridurre lo spreco alimentare è fondamentale sia per combattere la fame sia per proteggere l’ambiente, perché il cibo sprecato implica anche spreco di risorse come acqua, energia e terreno agricolo, e contribuisce alle emissioni di gas serra.

Ecco alcuni esempi:

Obiettivo 2 – Fame zero:
Se buttiamo meno cibo, ce n’è di più per tutti.
Le mense scolastiche danno il cibo avanzato alle associazioni che aiutano le persone in
difficoltà.  I supermercati donano i prodotti vicini alla scadenza invece di buttarli.

Obiettivo 12 – Consumo e produzione responsabili:
Le aziende controllano meglio le quantità prodotte per non fare troppo cibo che poi andrebbe buttato.
Nei negozi si vendono anche i prodotti “non standard” (es. frutta con calibri di dimensioni diverse) così non vengono sprecati.
Le famiglie fanno una lista della spesa per comprare solo ciò che serve e ridurre gli avanzi.

Quindi, l’importanza di non sprecare cibo è duplice: non solo si conservano le risorse naturali impiegate per produrlo (come acqua, energia e terreno), ma si riduce anche l’inquinamento e la produzione di gas serra derivante dallo smaltimento degli scarti.